Covid-19, genomica ed epigenetica: ricerca innovativa per sconfiggere le infezioni

AOSTA - I geni, protagonisti, in assoluto, del nostro percorso vitale. Prìncipi indiscussi del raggiungimento di un benessere da salvaguardare ponendo loro 'quesiti' mirati.

Il professor Giulio Tarro, virologo, proposto al Nobel nel 2015 e il dottor Andrea Del Buono immunologo-allergologo, entrambi di Napoli, sono i capofila di un progetto coordinato dall'Unità di ricerca in Terapia e Tecnologia Medica del P.CO Scientifico Tecnologico Tecnopolis dell'Università di Bari 'Aldo Moro', presentato come manifestazione di interesse alla Regione Campania, il 3 marzo scorso.

Una ricerca, senza precedenti, fondata sullo studio della genomica e dell'epigenetica, 'capitoli' della medicina in cui emergono, con priorità, stili di vita e scelte alimentari. Opzioni in grado di condizionare i nostri geni.

Giulio Tarro, primario emerito del reparto di Infettivologia dell'Azienda ospedaliera D. Cotugno, di Napoli, puntualizza come lo studio degli aspetti genetici costituisca una parte della "nostra risposta alle malattie, e non solo". Scende in dettaglio: "I geni necessitano di un 'interruttore' fornito dall'epigenetica".

Puntualizza l'importanza del percorso intervallato dei geni nel nostro dna. Percorso che confessa di non conoscere nella sua completezza. Ed è su questo 'intervallo' che si concentra lo studio ideato. "Una scoperta di fondamentale importanza per arrivare a 'interrogare' alcuni geni e non altri. In base, quindi, all'interazione dei geni con l'Ambiente - ribadisce il professor Tarro - individueremo quegli 'interruttori' che sono parte integrante del nostro corredo cromosomico. Il raggiungimento di questo obiettivo garantirà terapie per ogni tipologia di infezione".

Risposte terapeutiche con specifici anticorpi rilasciati dal sistema immunitario di ogni persona. La medicina del 21° secolo. "Una medicina personalizzata", spiega Andrea Del Buono immunologo-allergologo impegnato in questa indagine in cui si evince, dai primi dati, una inquietante correlazione tra polveri sottili, metalli pesanti e insorgenza del coronavirus. Inquinanti atmosferici considerati le 'autostrade' di possibile trasporto di questa infezione alla base di gravissime polmoniti.

"Stiamo approfondendo - informa - lo studio della genetica di soggetti che contraggono il virus senza sviluppare la patologia. Parliamo di persone che permettono di farci capire i meccanismi insorti fra chi, al contrario, si è ammalato". Aggiunge: "Siamo di fronte ad un polimorfismo genetico che, una volta compreso nella sua interezza, potremmo 'correggerlo' con la somministrazione di farmaci mirati. I polimorfismi a rischio alla base delle complicanze che - specifica l'immunologo-allergologo - possono causare la morte".

Le speranze sono moltissime. Le nuove frontiere di questa medicina sono proiettate a dotare ogni persona di un dispositivo di autoanalisi per valutare se si è stati contagiati dal coronavirus e da altre affezioni virali. Porre 'domande' ai geni per individuare il sistema di prevenzione adeguato alla profilassi della malattia. "Non è pensabile, nel 21° secolo, di confinare in casa i cittadini del mondo", la chiosa finale del dottor Andrea Del Buono.

Questo studio è stato sottoposto all'attenzione del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. Una ricerca innovativa che, stando a quanto dichiarato dal capo ufficio stampa della presidenza, ha destato notevole interesse e verrà esaminato nel più breve tempo possibile.