COMUNICATO STAMPA - 29 APRILE 2020

Quale Medicina stiamo applicando del XVI secolo o del XXI Secolo?
Sorveglianza attiva e monitoraggio dei portatori asintomatici e identificazione dei soggetti a rischio lieve-moderato-grave, come una delle soluzioni, se non la più significativa, per la convivenza con il Sars-Covid 19.

In qualità di presidente voglio comunicarvi che, in attesa del reperimento di ulteriori fondi, troppo onerosi questa volta per noi, ci accingiamo al completamento di un progetto di ricerca, avviato tramite Intelligenza Artificiale, volto alla identificazione e differenziazione dei soggetti che, una volta contratto il Covid 19, non manifestano alcun segno o sintomo, e di coloro i quali invece vanno incontro a complicanze di carattere sistemico, soprattutto di tipo trombotico, cardiovascolare e polmonare.

Applicare questa distinzione risulta di fondamentale importanza. Sarebbe così possibile concentrare gli sforzi di cura, isolamento e prevenzione unicamente verso i soggetti maggiormente a rischio di morte e/o complicanze, pari ad una piccola percentuale della popolazione totale. Ciò potrebbe essere possibile, come confermato dai nostri dati preliminari elaborati tramite algoritmi matematici, grazie all'analisi dell'esoma e l'identificazione delle regioni geniche indice di suscettibilità di rischio. Tali sequenze infatti, possono essere parzialmente corrette tramite modifiche terapeutiche e di stile di vita. Sulla base di tale elaborazione che permetterebbe di isolare la quota da contenere in sorveglianza attiva, risulterebbe a questo punto efficace anche la ricerca dei soggetti paucisintomatici e/o portatori inconsapevoli ai primi sintomi, tramite test di rapido impiego (sierologia, tamponi rapidi), eseguiti in autoanalisi. In sintesi: confinamento selettivo unicamente della minoranza a rischio e della popolazione positiva ad uno dei test rapidi eseguiti in autoanalisi, coordinato dalla medicina territoriale, come già accade per il monitoraggio di altre patologie croniche.

Questa risulta una, se non l'unica, soluzione "scientifica" per la convivenza con il virus: tutto il resto, misure di lockdown comprese, non costituiscono la soluzione, ma la mancanza di essa. Questa ricerca nasce da una intuizione del Prof. G. Tarro che, indagando da tempo sulla relazione Ambiente-Metalli e Virus, ci ha permesso di studiare i meccanismi genetici e biochimici che sono alla base del danno cellulare da tali agenti inquinanti, aspetti che stiamo osservando e analizzando da alcuni anni. L'intuizione del Prof. G. Tarro si basa su rigide argomentazioni scientifiche: ivirus sono tra gli starters epigenetici più importanti; è ampiamente documentata infatti, la sinergia con i metalli pesanti veicolati dal particolato atmosferico. Di qui l'ipotesi che il Covid 19non solo agisca in sinergia con i metalli pesanti, amplificando il danno cellulare, mapotrebbe utilizzare gli stessi meccanismi con una differenza in termini quantitativi,legata alla rapidissima replicazione intracellulare del virus. Insieme a genetisti di rilevanza Nazionale (Progetto Genobioma) e all'Unità di Ricerca di Tecnologia medica del Parco-Scientifico Tecnologico dell'Università di Bari, che ha negli anni sviluppato uno specifico know-how nell'algoritmica applicata alla medicina, abbiamo analizzato, tramite un modello matematico, le analogie tra le alterazioni epigenetiche indotte da metalli pesanti e quelle da Covid 19. 

I dati preliminari, in fase di pubblicazione su una rivista internazionale, confermano l'ipotesiche le alterazioni genomiche coinvolte nel danno da metalli pesanti, possono essere le stesse che sovrintendono alle alterazioni del sistema immune e della cascata coagulativa che portano ad un maggiore rischio sistemico di trombosi, sia arteriose che venose, alla base della violenta reazione infiammatoria che si scatena a seguito della polmonite interstiziale da Covid 19.

Sappiamo benissimo che siamo solo all'inizio di un percorso irto di difficoltà ma, fiduciosi della fondatezza della nostra intuizione, abbiamo presentato un progetto di ricerca "Coronavirus e Intelligenza Artificiale" in data 30-03-2020 presso la Regione Campania, sebbene al momento non abbiamo alcuna notizia che sia stato preso in considerazione.

Come sapete, La Fondazione DD Clinic Research, da sempre si autofinanzia per portare avanti studi e progetti di ricerca indipendente. Ma al momento l'impegno previsto supera di gran lunga le nostre capacità finanziarie. Vista al momento l'insensibilità delle istituzioni, abbiamo organizzato una raccolta fondi, come sempre dal basso, per consentirci di portare a termine il progetto.

Grazie per quanto farete.

Il Presidente

A. Del Buono